Tullio Regge

REGGE(da La Stampa del 24 ottobre 2014)

Ci ha lasciati Tullio Regge, uno dei fisici teorici più brillanti della seconda metà del Novecento. Era nato 83 anni fa a Borgo d’Ale. Da questo piccolo paese nella pianura tra Torino e Vercelli era partito verso una vita segnata da esperienze internazionali: dottorato di ricerca negli Stati Uniti a Rochester, poi all’Institute for Advanced Study di Princeton, dove arrivò poco dopo la morte di Einstein e rimase per più di vent’anni, parlamentare europeo, divulgatore scientifico in conferenze affollate e sulle pagine della “Gazzetta del Popolo” e poi de “La Stampa”, autore di best seller della divulgazione come “Infinito” (Mondadori), protagonista di innumerevoli programmi televisivi, persino artista che eseguiva al computer disegni ricchi di umorismo. E poi ancora fondatore dell’Isi, Istituto internazionale per l’interscambio scientifico, presidente del comitato organizzatore di GiovedìScienza, animatore del Cicap, l’associazione fondata da Piero Angela per smascherare la pseudoscienza, sostenitore di una associazione che si batte per tutelare i portatori di handicap.

Nel campo scientifico Tullio Regge verrà ricordato per i “poli” che portano il suo nome: un contributo fisico-matematico che ha permesso importanti progressi nella fisica delle particelle. E per lavori pionieristici nella teoria quantistica della gravità: il “Regge Calculus”. Innumerevoli e prestigiosi i riconoscimenti ricevuti: la Medaglia Einstein nel 1979, la Medaglia Cecil Powell della Società Europea di Fisica, la Medaglia Dirac.

 Ma per il grande pubblico Tullio Regge rimarrà colui che ha cambiato la divulgazione scientifica in Italia. Quando nel 1980 lasciò gli Stati Uniti per tornare nel nostro paese, prima professore all’Università di Torino, poi al Politecnico, gli accademici snobbavano i colleghi che scrivevano sui giornali. Regge, provenendo da una cultura anglosassone, non temeva di “sporcarsi le mani” spiegando la scienza in modo semplice, con le parole di tutti i giorni. Incominciò a raccontare la fisica e dopo qualche anno diventò un “opinion leader” che firmava editoriali su qualsiasi tema culturale lo incuriosisse. Della sua curiosità sentiremo la mancanza.

PIERTO BIANUCCI

REGGE LETTERAUno dei più conosciuti scienziati italiani si rivolge ai giovani per difendere la razionalità scientifica e il metodo critico: si scaglia contro le paure illogiche e oscurantiste alimentate dai profeti di sventura su temi come l’energia nucleare, gli OGM, l’elettrosmog. Racconta il progresso delle scienze fisiche, la cosmologia e il rapporto fra scienza e religione; infine, dà spazio alle vicende autobiografiche, dalle umili origini della sua famiglia agli incontri con personaggi come John Nash o Robert Oppenheimer. Un atto di fede nelle possibilità della scienza, il più efficace strumento inventato dall’uomo per migliorare il proprio destino.

REGGE LEVINel giugno 1984, davanti a un piccolo registratore, un grande scrittore e un grande fisico si ritrovano a parlare delle loro esperienze e passioni intellettuali. Ne scaturisce un dialogo pieno di sorprese, curiosità, confessioni autobiografiche, proiezioni mirabolanti, humour. Uno dei rari momenti in cui la cultura scientifica e quella umanistica si ritrovano per dare vita a uno straordinario percorso di conoscenza.

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